Superstato Europa

6970403-una-mappa-dell-39-europa-con-tutti-i-confini-e-le-bandiere-dei-paesi-rappresentatiIn questo articolo vorrei illustrare la mia sintesi sul processo che porterà entro dieci anni l’Unione Europea ad essere un Superstato.  Prima di tutto vorrei  spiegare cosa intendo per Superstato. Esso è un superamento del concetto di stato nazionale, perchè per la prima volta nella storia, stati nazionali divisi tra loro da cultura, lingua, rivalità si uniscono per far nascere un’entità statale superiore a loro stessi, senza che per questo ci sia stata una rivoluzione o una guerra.  Adesso mettiamoci nei panni di chi ha voluto  e vuole tuttora la nascita di questo Superstato. Non voglio discutere di chi sia questa volontà, potrebbe essere la volontà della massoneria, di qualche società segreta, dei banchieri, dei tecnocrati o solo una volontà politica, però per questa mia analisi non ci serve sapere chi sia. Chi vuole unire l’Europa, si trovava di fronte a questi stati nazionali, con i loro interessi particolari, con i loro governi centrali e con le loro istituzioni; come si poteva convincere chi ha il potere a cederlo ad una nuova entità sovranazionale? La cosa più semplice è stata fare un’unione economica, attraverso la moneta unica, poi però questo non é bastato per fare dell’Unione Europea un Supestato, servivano due tipi di forze per innescare questo processo: una forza centrifuga e una forza centripeta, quindi un movimento decentralizzatore e un movimento centralizzatore. Sembra paradossale, ma è così che vogliono creare l’Europa stato. Ora il primo movimento centralizzatore è già in atto e sono sicuro che verrà usato fino in fondo, mentre il movimento decentralizzatore è ancora ai suoi inizi e vedremo in futuro quanto sarà ampio. Ma andiamo a spiegare meglio questo concetto. Gli stati nazionali indipendenti, sono il nemico da abbattere per gli Europeisti e come si possono abbattere? In due modi, costringendoli attraverso la trappola del debito a cedere sovranità nazionale e favorendo i movimenti indipendentisti al loro interno per sgretolarne anche la compattezza territoriale. Quindi il cosiddetto spread, costringe attraverso il peso degli interessi sui titoli di stato, gli stati nazionali ad accettare le direttive di austerità dell’Unione Europea e cedere sempre più parti di sovranità agli organismi centrali e favorisce un’unione bancaria ed economica sempre più marcata. La mia previsione è che la crisi in Europa venga  accentuata apposta attraverso il meccanismo perverso dell’austerità, per aggravare la crisi debitoria degli stati nazionali ed arrivare come conclusione a dei titoli di stato europei che risolveranno la crisi del debito ma comporteranno la totale rinuncia della sovranità economica degli stati e la nascita di un ministero dell’economia unico. Il favorire movimenti indipendentisti che ritroveranno successo grazie all’aggravarsi della crisi, servirà per dividere gli stati nazionali, così da creare un’Europa delle regioni libera dall’ingombrante potere decisionale e dal veto degli stati nazionali. Esempi di questa spirale sono i referendum ormai prossimi per l’indipendenza di Catalogna e Scozia, ma sono forti gli indipendentismi anche nei Paesi Baschi, nella Bretagna, in Corsica,in Borgogna, nelle Fiandre, in Sardegna, in Sicilia, in Veneto, in Trentino e in Baviera. Il mio pensiero è che se uno di questi riuscirà ad ottenere l’indipendenza, potrebbe innescarsi un effetto domino. L’unico tassello che manca a questi processi di unificazione è la Germania;  anch’essa soffre della crisi e di rigurgiti indipendentisti ma in misura minore rispetto agli altri paesi europei. Quindi, o la Germania si schianterà contro il suo debito nei prossimi mesi e ci raggiungerà in questo vortice di recessione, oppure la Germania potrebbe essere usata come pilastro stabile per favorire il processo di unificazione. Su questo lascio aperta ogni ipotesi. Infine, la mia ultima considerazione è che probabilmente nel giro di due o tre anni, una grande guerra ci riguarderà e questo servirà anche per completare il processo di unificazione con la creazione di un esercito unico, di una politica estera comune e di un presidente europeo con poteri superiori a quelli attuali.

In conclusione, a noi popolo cosa ci aspetta? Ci aspettano anni di forte recessione, di  crisi studiata a tavolino per la creazione di un nuovo grande stato europeo. L’alternativa però non è combattere contro l’Unione Europea e volere il ritorno agli stati e alle monete nazionali, perché da soli non riusciremo mai a combattere in un mondo dove stanno emergendo giganti come Cina e India, la vera alternativa secondo il mio parere personale, è creare un movimento di popolo a livello europeo per creare sì un’Europa unita, ma non l’Europa dei tecnocrati e dei banchieri, ma l’Europa dei liberi popoli Europei divisi in libere regioni ma con un’unico esercito e un’unica politica estera. Questa è l’unica strada per difendere il nostro futuro, perché ora i paesi europei uniti sono la prima potenza economica mondiale, ma ogni anno che passa, i paesi emergenti crescono e se non sapremo essere uniti e compatti ci troveremo ad essere i loro servitori.

  • Strapazzaburdok

    Purtroppo il concetto di “Superstato” è troppo vago e si presta a mille interpretazioni, perlopiù fa paura e il solo sentirne parlare genera diffidenza e opposizione. In realtà è sotto gli occhi di tutti che l’Europa è un gigante coi piedi di argilla: avrebbe immense potenzialità se agisse in modo unitario ma è paralizzata dagli interessi contrastanti dei singoli stati che la compongono. Agire solo sul versante economico come si è fin qui fatto fa solo il gioco dei banchieri e degli “eurocrati”, che si trovano bene in questa situazione e al massimo chiedono sempre più poteri al groviglio di istituzioni da loro controllate. Quello che ben pochi chiedono (o, nel caso dei politici, promettono) è un vero passaggio ad un potere “politico” unitario e democratico. In pratica, una federazione. Tanti usano questa parola ma spesso a vanvera. In realtà nonostante la crisi metta sempre più a nudo i mali di una mancata federazione, c’è una fortissima resistenza a procedere in questo senso. Anche perché si fa paura alla gente agitando l’idea del “Superstato”, su cui si proiettano, moltiplicandoli, tutti i mali dell’Europa disunita di oggi. Una federazione europea, pur lasciando ovviamente ai singoli stati la facoltà di legiferare nei rispettivi ambiti, dovrebbe trasferire i poteri di controllo della moneta (e della difesa) ad un’entità unica, ma non costituita come oggi da enti ignoti alla gente comune e controllati da personaggi che rispondono solo ai rispettivi governi. Ci vorrebbe un’autorità eletta democraticamente: un governo europeo espressione di un voto di tutti i cittadini europei e responsabile nei loro confronti, e non nei confronti dei singoli governi. Per queste elezioni, l’aspirante capo del governo europeo dovrebbe andare a chiedere voti sia in Germania che in Grecia e Spagna, e per essere rieletto dovrebbe fare automaticamente politiche che tengano conto di tutte le realtà europee. Oggi l’Europa è “governata” da conferenze internazionali (il “consiglio europeo”) in cui si confrontano i rappresentanti dei diversi stati, responsabili ciascuno solo verso i propri elettori e quindi restii a prendere in considerazione gli interessi degli altri “partner”. Non è che la Merkel sia particolarmente “cattiva”: semplicemente è eletta dai tedeschi e si cura solo dei loro interessi. Ma ben pochi hanno chiara la necessità di questo cambiamento radicale, e chi ne è consapevole capisce che perderebbe il (miserabile) potere che ha oggi sul piano nazionale e si oppone o apertamente o, più all’italiana, ignorando la questione e fingendo che tutto vada bene così e al massimo ci vogliano “ritocchi” e più poteri a quei mostri privi di controllo democratico che sono le attuali istituzioni europee. Purtroppo è un grave limite della sinistra non avere mai fatto proprie queste analisi. Limitarsi ad additare l’incubo di un superstato finisce per favorire il mantenimento della situazione attuale: quelli come Monti e Draghi in queste istituzioni ci sguazzano…

  • Fenrir

    Si pienamente d’accordo con la tua analisi, quello che però volevo dire io, è che gli eurocrati e i banchieri stanno gradualmente attraverso il ricatto del debito, provocando un processo di centralizzazione dei poteri. Però appunto un’Unione Europea creata in questo modo sarebbe davvero un Superstato da far paura. La mia proposta è che al più presto possa sorgere un movimento politico a livello europeo, quindi presente in tutti gli stati dell’Unione che ponga tra i suoi obiettivi principali la creazione di una federazione europea con una politica estera comune e un esercito comune, non gestita dai tecnocrati e dai banchieri, ma gestita da politici eletti in elezioni politiche a livello europeo. Quindi un movimento politico che come prima cosa si opponga all’Europa dei tecnocrati e che invece ponga la democrazia, anche la democrazia diretta, nei suoi punti fondamentali.
    Finché non sorgerà un pensiero a livello europeo ci troveremo in questa situazione di stallo recessivo che ci sta portando sempre più a fondo.

    • Sara

      Non riesco a credere che persone capaci di analisi come voi possano ancora illudersi che il popolo decida qualcosa mettendo una crocetta su una scheda elettorale ogni 4 o 5 anni. E’ una credenza talmente sciocca che solo la forza della pia speranza e dell’auto-illusione può spiegare. L’Europa purtroppo diventerà uno stato totalitario a parvenza democratica, o meglio una tecnocrazia oligarchica legittimata da elezioni. Come gli odierni stati costituenti, solo ancora più lontana dal cittadino. Altro che Europa dei popoli!

      • Fenrir

        Totalmente d’accordo con te Sara, ma infatti io non sostengo soltanto che il governo europeo debba essere eletto democraticamente, so bene che si tradurebbe in un’oligarchia ancora piu’ decentralizzata. E so benissimo che votare ogni 4-5 anni serve a poco. Per arrivare ad una vera Europa dei Popoli bisognera’ prima liberarsi dai poteri forti finanziari e bancari che attualmente ci dominano ed anche ripensare la moneta e il debito. Inoltre bisognera istituire una democrazia integrata, cioe’ democrazia rappresentativa piu’ una forte democrazia diretta piu’ tutta una serie di strumenti tesi a democratizzare ogni aspetto della societa’. Ovviamente siamo lontani anni luce da tutto cio’, servirebbe una rivoluzione europea per cambiare il sistema. Comunque sono contento che anche tu non creda nella nostra pseudo-democrazia.

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