Democrazia non significa “dittatura della maggioranza”

dittatura maggioranza

Commentando in rete i recenti fatti turchi, ho trovato molti utenti giustificare la deriva autoritaria e l’eccesso repressivo di Erdogan con la motivazione che, in realtà, lui difende la democrazia perché eletto da più del 50% della popolazione. Ecco, in questo articolo voglio scagliarmi con estrema durezza contro questo ragionamento, che apre le porte a quella che Alexis de Tocqueville definiva dittatura della maggioranza o se vogliamo anche a quella che Polibio definì Oclocrazia cioè governo degenerato della massa. Sostenere che chi rappresenta il 50% dei consensi abbia piena legittimità a decidere tutto quello che vuole è un ragionamento estremamente immaturo che dimostra come tra i cittadini sia confuso il significato stesso di democrazia. Aprire le porte al concetto di democrazia come mero esercizio del voto e come mera determinazione di una presunta maggioranza onnipotente vuol dire spianare la strada a nuovi apartheid, a nuovi Erdogan, a nuovi Hitler (che salì al potere democraticamente), vuol dire spianare la strada all’oppressione delle minoranze che inevitabilmente poi sfocia nell’oppressione anche degli stessi cittadini maggioritari. L’intelligente anarchico Bakunin su una cosa aveva ragione quando diceva che “Io sono libero solo in quanto riconosco l’umanità e la libertà di tutti gli uomini che mi circondano”. Questo vuol dire che quando si apre la strada all’oppressione, questa come un cancro che si diffonde prima o poi colpirà anche noi e la storia dei regimi totalitari dimostra questo, dove anche i gerarchi di regime spesso vengono travolti dall’assolutismo politico. Quindi se vogliamo democrazia vera dobbiamo vaccinarci per difenderci dall’aberrante e pericoloso concetto che questa sia soltanto l’esercizio del voto e il dominio della maggioranza.

Lo scopo stesso del mio libro Libertà Indefinita, Manifesto della democrazia integrata è quello di ampliare e definire meglio il concetto di democrazia, fornendo delle basi solide. Ma cosa significa democrazia? La definizione classica è governo del popolo. Una frase che vuole dire tutto e niente, dato che la parola governo è abbastanza chiara ma popolo è solo un’idea non esiste il signor popolo che vive e decide, il popolo è un insieme di entità separate tra loro, un insieme di individui unici e ognuno di loro in una democrazia ha uguale importanza e valore. Lo stesso Tocqueville si interrogava così: “Io considero empia e detestabile questa massima: che in materia di governo la maggioranza di un popolo ha il diritto di far tutto; tuttavia pongo nella volontà della maggioranza l’origine di tutti i poteri. Sono forse in contraddizione con me stesso?”; il nostro giustamente poneva nella volontà della maggioranza la base dell’organizzazione della società ma al tempo stesso si oppone con forza al fatto che la maggioranza sia l’unica a potere, a decidere. Democrazia rimane quindi un concetto confuso, in contraddizione con se stesso, perché significa il governo (quindi volontà univoca) di una moltitudine divisa (il popolo). E’ qualcosa di paradossale, praticamente è qualcosa di metafisico, di impossibile. Nell’articolo Oltre la Democrazia? La democrazia integrata (in poche parole), ho espresso un concetto di fondamentale importanza nella mia visione e per definire in maniera matura e consapevole cos’è la democrazia: Popolo siamo tutti, ma popolo è anche ognuno di noi. Cosa vuol dire questa affermazione? Vuol dire dare al singolo pari dignità, pari importanza rispetto a tutta la popolazione. Il popolo è un’illusione, è solo l’insieme degli individui. Quindi per dare potere al popolo, per attuare il governo del popolo, la democrazia, è necessario dare all’individuo il potere, il massimo potere possibile. Ma cosa significa massimo potere possibile? Significa ricercare la massima ed ottimale distribuzione del potere. Facevamo prima a dire eguale distribuzione del potere? No, perché eguale distribuzione non significa necessariamente massimo potere (facendo un esempio rapido, in ambito elettorale, un sistema proporzionale puro garantisce una eguale distribuzione del potere per elettori ed eletti ma spesso provoca ingovernabilità che diminuisce il potere di ognuno di noi).

Quindi, data l’impossibilità di esprimere con certezza scientifica cosa sia una democrazia, noi pensiamo alla democrazia come continua ricerca degli strumenti necessari per garantire la massima distribuzione del potere possibile, quindi più come una direzione che come un regime chiaramente identificabile. Una direzione tesa ad contrastare qualsiasi ingiusta e dannosa (per l’individuo-popolo) concentrazione del potere, che questa sia una maggioranza vincitrice, ma anche che siano minoranze organizzate (come banche, lobby, partiti) o individui potenti. Perciò più che definire uno democrazia o non democrazia, possiamo più che altro darne un indice di democraticità. La sufficienza in quest’indice è sicuramente rappresentata sia da libere elezioni ma anche da fornire alcuni strumenti per difendersi dal governo e quindi dalla maggioranza come una giustizia indipendente, un’informazione libera, la libertà di associazione; già quando si chiudono i giornali e si arrestano i giudici anche se il governo è eletto democraticamente come in Turchia, siamo già sotto il livello di sufficienza democratica. La massima democraticità sarebbe uno stato con libere elezioni, giusta distribuzione della ricchezza (che anche qui non significa uguale ma libera dalle attuali distorte concentrazioni di potere), equilibrata divisione dei poteri collettivi e la presenza di tutti gli strumenti necessari per dare la possibilità all’individuo di esercitare potere anche se in minoranza. Nel mio libro sulla democrazia integrata ho individuato gli strumenti di base necessari all’individuo per vivere in una democrazia reale, ma assolutamente questi non bastano, la ricerca continua. Se questo articolo ti è piaciuto, non perderti Libertà Indefinita, un saggio sulla libertà e sulla legittimità di un sistema, il nostro, sempre più contestato dalla popolazione e dai un’occhiata al nuovo sito del Movimento politico Rivoluzione Libertaria.banner liberta indefinita
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Sono Giuseppe Cirillo alias Fenrir, l’autore di questo blog. Nei nostri articoli ci sforziamo di offrire un’angolazione e una visione diversa rispetto ai media di regime. Per qualsiasi domanda o per un’eventuale collaborazione contattami alla seguente mail: fenrir1489@gmail.com 

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La necessità di superare il capitalismo

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Verso un governo tecnico di guerra?

Abolire il quorum e adottare la democrazia diretta

Oltre la democrazia? La democrazia integrata (in poche parole)

USA: la guerra civile è inevitabile?

  • Storno

    Democrazia non significa affatto “governo del popolo” (demarchia) ma potere del popolo ed è anche questo a far sì che la parola abbia significati multipli.
    Per Ostrogorki è il potere del “popolo” di intimidire i governanti,
    Per la Democrazia da Esportatazione è il potere del “popolo” di votare
    Per la democrazia Diretta …

    Credo che nell’articolo si faccia l’errore di associare alla parola democrazia [perfetta] tutto ciò che si ritiene bello.
    Nello stesso modo qualcuno può associare tutto ciò che si rittiene bello ad una dittatura [perfetta]

    • Lo so che significa potere del popolo, ma ho utilizzato la definizione usata da Wikipedia per semplicità. In qualsiasi caso il discorso non cambia. Nell’articolo non si associa la parola democrazia a quello che si ritiene bello, ma lo si associa a quello che nell’immaginario collettivo dovrebbe essere uno stato democratico cioè uno stato dove non esiste oppressione e tutti sono parte attiva della società. Ovviamente l’articolo parte da una tesi implicita cioè che ogni individuo sano di mente voglia la democrazia cioè avere il potere necessario per potersi esprimere e per non essere oppressi. Detto questo, quello che si sostiene principalmente è che non esiste il potere del popolo, perché il popolo è solo un’idea, esiste il potere degli individui. E quindi l’obiettivo della ricerca della democrazia perfetta è quello di dare agli individui il massimo potere possibile cosa che transitivamente darà al popolo il massimo potere e quindi si compirà la democrazia. Ricapitolando qua non si vuole associare il bello ad alcunché, qua si vuole dire che se si vuole il potere del popolo non basta solo la volontà della maggioranza ma tutti devi avere il massimo potere possibile, perché tutti sono popolo.

      • rinaldo lagomarsino

        Ma ti pare Giuse che si debba perdere tempo con maniacI semanticI a spiegargli cos’è la democrazia? per la Traccani p. es. semplicemente DEMOCRAZIA = Forma di governo che si basa sulla sovranità popolare e garantisce a ogni cittadino la partecipazione in piena uguaglianza all’esercizio del potere pubblico. FINE DELLE TRASMISSIONI DIDATTICHE. Ritornando a quelle relative al contenuto del tuo post, chiarissimo e condivisibile, mi sembra talmente evidente che rosicare sui termini è un esercizio demenziale. Lascia grattarsi le pulci (nel cervello) a chi ce l’ha e che gli rodono. Ah ah ah

        • Grazie Rinaldo del commento, ma volevo chiederti, tu sei di Torino?

          • rinaldo lagomarsino

            Ciao Giuse da parte del mio primo padre che si chiamava Corino di Limone P.te sono infatti piemontese. Mia madre s’è risposata con Lagomarsino genovese quando mio padre è mancato… e così ho pure due cognomi. Ho dei cugini a Torino che non vedo da una vita e forse sono pure morti ma io per ora vivo (si fa per dire) a Lavagna. E tu? Ciao

            Il giorno 24 luglio 2016 21:39, Disqus ha scritto:

          • Io di Torino, ti ho chiesto perche’ ho visto che avevi alcune amicizie nel m5s torinese

          • rinaldo lagomarsino

            Che ne dici della Appendino?

            Il giorno 25 luglio 2016 16:54, Disqus ha scritto:

          • Be e’ partita bene attaccando poltrone e sprechi. Deve solo stare attenta alle gaffe e a perdere tempo su temi secondari che dividono. Per il resto e’ ancora presto si sono appena insediati.

          • rinaldo lagomarsino

            Ahahah Dalle gaffe s’è dura sgattaiolare quando si è sinceri e diretti, malgrado lei sia una “politica” di razza. Giusto. Vedremo. Cmq sul suo blog trovo che è molto parsimoniosa nelle comunicazioni. Forse perché per lei ora il lavoro, giustamente, viene prima di tutto il resto. Speruma bin.

            Il giorno 25 luglio 2016 20:59, Disqus ha scritto:

  • rinaldo lagomarsino

    Più o meno è la stessa cosa che avviene in Italia anche se in modo meno evidente come però Renzi vorrebbe anche peggio!

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